Beffa per i lavoratori della sanità

“I 580mila lavoratori della sanità pubblica non meritano di essere presi in giro. Il Governo per mezzo dell’Aran, gli ha tirato l’ennesima beffa spacciandola per una conquista a favore di chi ogni giorno dedica il suo lavoro alla cura degli altri. Per comprendere cosa è stato fatto con la firma della preintesa del contratto nazionale bisogna tornare indietro di qualche mese, quando da un lato Cisl, Fials e Nursind sostenevano la linea del Governo, mentre noi della Uil Fpl, Fp Cgil e Nursing up (in un primo momento) denunciavano la scarsezza delle risorse destinate al rinnovo del contratto. Il ministro Zangrillo a tutta pagina ha parlato di un aumento di 500 euro per i lavoratori, ma così non è, lo abbiamo dimostrato facendo i conti. Ai soli infermieri di pronto soccorso l’aumento sarà di 250 euro lorde spalmate su tre anni, per tutti gli altri si parla di 127 euro sempre lordi e sempre spalmati su tre anni. Quindi si tratta di 42 euro, poco più di 30 euro netti al mese. Un’offesa alla professionalità e all’abnegazione di tutte quelle lavoratrici e lavoratori che appena qualche anno fa venivano definiti gli “angeli” e gli “eroi” d’Italia. Questo è il trattamento che il Governo, con la complicità di alcune sigle sindacali che hanno firmato l’accordo, gli riservano. Non riusciamo a credere che sino a un paio di mesi fa Nursing up gridava ai quattro venti la loro decisione di non firmare l’accordo per la scarsità di risorse e ora invece è tra chi ha svenduto la dignità dei nostri lavoratori, nonostante nessuna delle loro richieste sia stata accolta in sede di trattativa. La riunione di ieri con il ministro Zangrillo è l’ennesimo attacco alla sanità pubblica e ai lavoratori ai quali vengono tolti ancora una volta dignità e benessere dichiara Paola Bruno, segretaria generale Uil Fpl Puglia Bari-Bat.

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