Negato il diritto alla salute
“Si sta perdendo di vista il concetto di diritto alla salute. Il sistema sanitario deve garantire un accesso equo alle cure per tutti i cittadini, ma ormai, stando ai dati dell’ultimo rapporto Gimbe, la sanità serve più a far lievitare i profitti di pochi che occuparsi della salute dei cittadini e del benessere di chi in sanità lavora ogni giorno con impegno ed abnegazione. Una emorragia di soldi, Gimbe parla di quaranta miliardi spesi dalle famiglie per curarsi nel 2023 di cui il 40% per servizi e prestazioni inutili. Sono dati lontanissimi dalla soglia suggerita Oms per garantire equità e accessibilità alle cure, del 15% massimo di spesa out-of-pocket. Sosteniamo da sempre che la sanità non è un costo ma un investimento che si concretizza nel benessere e nella salute dei cittadini, riducendo nel lungo periodo i costi per lo Stato e pensiamo che per farlo servano operatori preparati e tutelati nell’esercizio delle loro funzioni. Tutto questo ormai è venuto meno. La sanità è considerata alla stregua di un qualsiasi altro settore economico dove la speculazione e la massimizzazione del profitto sono la parola d’ordine. Rimettiamo al centro i cittadini e il loro diritto alle cure e gli operatori della sanità che rendono questo possibile” dichiara Paola Bruno, segretaria generale Uil Fpl Puglia Bari-Bat.
